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I medici che subiscono violenza e intimidazioni, vengono spesso anche minacciati di ritorsioni dagli stessi aggressori in caso di denuncia. Questo accade poiché in molti casi il reato di aggressione non è procedibile d’ufficio, ma solo su querela di parte, in quanto non tutti i medici sono considerati pubblici ufficiali. Opportuno il correttivo legislativo proposto dalla FNOMCeO Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri.
“Apprendiamo che all’Ordine del Giorno del Consiglio dei Ministri di questa sera (9 agosto 2018) ci sarà anche l’inizio dell’esame del “Disegno di Legge Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell’ambito dell’esercizio delle loro funzioni. Ringraziamo il Ministro Grillo per la sensibilità e l’attenzione dimostrate rispetto all’escalation di violenza contro i medici e gli operatori sanitari e per aver preso provvedimenti fattivi in tempi rapidi. Ci rendiamo sin da ora disponibili a dare tutto il nostro apporto, nel rispetto del nostro ruolo di Ente pubblico non economico sussidiario dello Stato a cui la legge demanda la tutela della salute quale interesse pubblico connesso all’esercizio professionale”.
Ha affermato il presidente della FNOMCeO Filippo Anelli attraverso l'ufficio stampa della Federazione.
Il Presidente Anelli auspica che il disegno di Legge preveda anche la procedibilità d’ufficio, poiché il solo eventuale inasprimento della pena potrebbe non risultare pienamente efficace. Gli operatori medici e sanitari non sempre denunciano l'aggressione subita, preferendo salvaguardare il rapporto di fiducia con gli assistiti ma anche a casua delle minacce di ritorsioni da parte degli stessi aggressori.